Il messaggio è chiaro: i cittadini d’Italia vogliono un cambiamento. Se questa storia fosse una fiaba si racconterebbe così:
“Accadde nel caldo Maggio del 2011. Gli abitanti della Bella Penisola si destarono – ancora incerti e tuttavia determinati – dal lungo e abissale sonno che aveva coperto di una spessa coltre i loro occhi come le loro coscienze, per anni e ancora anni. L’immobilità degli animi, fino ad allora, si era fatta immobilismo – stabile modo di vita – e chi governava le città si era insediato in modo permanente sugli alti scranni, tramutando il potere in vizio, certo che il fosco buio che velava, e a volte schermava, la verità al popolo – quando non confondeva o ingannava – avrebbe garantito, per molto tempo a venire, scontati e ripetitivi plebisciti popolari”
Ebbene “nel caldo Maggio del 2011” gli abitanti di questa splendida Penisola cercano – per la prima volta dopo anni – aria nuova. Conferendo fiducia a nuovi volti, puliti, spesso sconosciuti, mostrano di credere in nuove ispirazioni, si lasciano sedurre da nuovi stimoli e rivolgono gli sguardi verso nuovi orizzonti, come alla ricerca di nuovi significati e di nuovi valori del vivere comune. I nuovi volti sono freschi come i Giovani Democratici nella provincia varesina: fra i candidati sindaci, il trentunenne Maurizio Leorato a Vergiate ottiene il 46,6%, e meritevoli di nota sono i risultati ottenuti dai GD nei Consigli Comunali dell’intera provincia: Andrea Civati, Gianpiero Infortuna, Luca Conte a Varese fanno incetta di preferenze, mentre a Gallarate, Jacopo Marrocco e Luca Ingoglia ottengono rispettivamente 133 e 106 preferenze. I nuovi volti sono affascinanti come il rampante Zedda a Cagliari, che accusato inizialmente di essere “un’anatra zoppa” a motivo dell’eterogeneità della sua base politica di sostegno, sbaraglia le malelingue cumulando il 45,5% dei voti, entrando così in ballottaggio con il candidato pidiellino. I nuovi volti sono simbolici come le “mani pulite” di De Magistris a Napoli (27,52%), che con buona pace delle campagne mediatiche delegittimanti centrate sullo sporco gioco dell’infamare le istituzioni che bilanciano il potere esecutivo, fa impazzire il gioco bipolare imponendo un partito minore (IdV) al ballottaggio contro il PdL di Lettieri. I nuovi volti sono trasversali come i consensi nel “laboratorio politico gallaratese” al candidato civico Guenzani, che ottiene il 31,2% dei voti andando a ballottaggio con il Bossi del PdL, o come l’approvazione che il capoluogo lombardo ha espresso per l’equilibrato e stimato avvocato penalista Giuliano Pisapia; quest’ultimo, ottenendo sette punti di vantaggio sul sindaco uscente Moratti (48% su 41,5%), ha seminato la discordia in seno all’asse di ferro PdL-Lega, colorando di storicità il ballottaggio milanese del 29 Maggio venturo. I nuovi volti hanno l’aspetto della vittoria decisa e grandiosa di Fassino a Torino (56,5%) e di Merola a Bologna (50,4%), già oggi sindaci del cambiamento. Ebbene, in tutti loro si ripongono quella speranza e quella fiducia dei cittadini, che la politica ha brutalmente maltrattato negli ultimi dieci anni. Ciò che il politico deve all’elettore che così urgentemente alza la voce e gli segnala un bisogno, è di ascoltare attentamente il suo richiamo; il compito da svolgere per chi s’impegni a raccogliere le istanze che provengono da questo storico voto popolare, è quello di ripartire dal basso, di ricominciare dalla base, di rendere di nuovo la politica il “buon governo della cosa pubblica”. L’imperativo, per tutti noi impegnati nel progetto di un Partito Democratico, è quello di non soffocare le aspirazioni – e le ispirazioni – che muovono il cittadino a volgere al nuovo orizzonte, ma di farle, al contrario, germogliare, atteggiando noi stessi a mezzi del cambiamento (non a beneficiari dello stesso), pensando e operando come strumenti nelle mani della base, come veicoli delle voci della cittadinanza. L’obiettivo che come Partito Democratico e come Giovani Democratici dovremmo prefissarci è quello di una rifondazione del nostro essere e agire, nella direzione del ristabilimento di quel legame di fiducia che è portante della rappresentatività politica, la cui insanata rottura costituisce a tutt’oggi la spina nel fianco di ogni nostra azione politica. Intanto, poeticamente, immaginiamo il nostro “B.” impegnato a sciogliere tanti nodi della coscienza nei suoi quartieri generali: i ballottaggi in tutta Italia (simbolici di una crisi che non può più nascondersi), la crisi dell’alleanza con la Lega Nord, la disfatta milanese della protetta Letizia, nonché il crollo delle preferenze sulla sua stessa persona (nelle precedenti consultazioni erano il doppio!)… E chissà che dolore, quando al ritorno nella confortevole dimora di Arcore, scoprirà di non poter star tranquillo neanche a casa sua: anche lì ci sarà il ballottaggio il 29 Maggio. Mediaticamente, poi, il fatto cruciale è che poco dell’emergente volontà popolare può essere manipolato; sì, con certezza resta e resterà fermo l’imperativo per i mezzi d’informazione controllati da B. di “non parlarne”, di far finta di nulla, di essere ottimisti nelle prospettazioni. Ma questo poco vale nell’epoca della pervasività delle telecomunicazioni, dove, come dice Saviano, per quanto possa essere nascosta, grazie a Dio “la verità esiste”.
Flavia Maria Cannizzo
Scuola: «tagli»? Ma no, suvvia, son «minori spese»!

Fa discutere l’ultima puntata di Ballarò, la trecentesima, andata in onda lo scorso 19 aprile – e, neanche a farlo apposta, ha avuto proprio una bella festa di compleanno!
Tra i temi all’ordine del giorno, c’è anche la scuola, il che spiega una presenza d’eccezione, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Stella Gelmini; oltre a lei, tra gli altri ospiti,Enrico Letta del PD e il direttore de Il Tempo Mario Sechi.
Floris introduce il dibattito sulla scuola, interviene Letta sottolineando un particolare dell’appena presentato Documento Economico e Finanziario sulle correzioni ai conti pubblici da apportare nel triennio 2012-2014, dati alla mano. Un particolare non indifferente, perché Tremonti prospetta «tagli» all’Istruzione per 4,5 mld all’anno, in tutto 13,5 mld. Il problema è che Mariastar cade dal pero: inizialmente boccheggia, ma dopo la momentanea défaillance iniziale vira con decisione verso una tattica brevettata Pdl, sbraitare a vanvera mozziconi di frase senza logica. Pure mentre Letta le sventola davanti le cifre della tabella contenuta nel malloppone.
Ma qui arriva il meglio: interviene Mario “l’Acuto” Sechi, che, indignato, non si capacita di come Letta abbia potuto scambiare per «tagli» quelli che il documento definisce chiaramente «minori spese». Ovviamente Mariastar, non potendo (né sapendo) dire altro, segue a ruota Sechi l’Acuto e continua il vaneggiamento.
L’episodio è evidentemente triste: l’Istruzione continuamente falcidiata dalla mano di Tremonti, unMinistro all’oscuro di misure che altri prendono sul suo Ministero, dibattiti televisivi in cui i soliti furbetti (guarda caso, sempre di una certa parte) cercano di avere la meglio sbiascicando aria fritta.
Da classicista entusiasta, mi ronza pericolosamente nella testa una pagina dello storiografo grecoTucidide: «Allora, dunque, le città furono in preda alle sedizioni [...]. E l’usuale valore che le parole avevano in rapporto all’oggetto fu mutato a seconda della sua stima. Ché l’audacia dissennata fu considerata ardire devoto alla causa dei congiurati, e la previdente cautela viltà mascherata da un bel nome, e la moderazione un manto del vile, e la prudenza in ogni cosa un essere oziosi in ogni cosa» (Tucidide, La guerra del Peloponneso, libro III, §§ 82,3-4; trad. it. F. Ferrari).
Non vorrei mai che, di questo passo…
Massimiliano Labanca
Giovani Democratici Gallaratese
Responsabile Scuola Giovani Democratici Provincia di Varese
Il segretario dei democratici Pignataro risponde alle critiche di Andrea Buffoni: “abbiamo contrastato tutti i centri commericiali, e il Fare in particolare”
«Il Pd ha sempre fatto scelte urbanistiche chiare. Anche sui centri commerciali e sul Fare». Il segretario del Pd Giovanni Pignataro non ha gradito le due allusioni di Andrea Buffoni – candidato
sindaco di Unione Italiana – al lavoro dell’opposizione, giudicato troppo debole in questi anni. E non è piaciuto in particolare l’aver accomunato al Pd il lavoro della socialista Laura Floris Martegani, passata alle file del centrodestra come capolista di “Bossi sindaco”: «I colpi di coda disperati di un politico che non ha mai cessato di essere tale per 30 anni non possono sovvertire la realtà: il Pd ha sempre fatto le sue valutazioni urbanistiche senza il contributo di Floris Martegani, esponente di altro partito dal quale peraltro è uscita. Anche sul pgt Laura Floris ha agito di testa sua, in aperto contrasto con la posizione del Pd». E, a dire il vero, dell’intera opposizione, che è stata compatta protagonista di uno scontro molto duro sul tema con la maggioranza.
Pignataro ritorna anche sulle dichiarazioni di Buffoni sul centro commerciale Fare, definito dal candidato di Unione Italiana «una operazione condivisa direttamente o indirettamente da tutti i candidati sindaco». Una posizione che secondo il segretario del Pd è un modo per «cercare di sovvertire la realtà imbiancando il sepolcro per apparire nuovi e alternativi», «un modo per ingannare gli elettori». Pignataro conta però che i gallaratesi riconoscano che «sia in consiglio comunale che nelle piazze, il Pd è sempre stato contrario a nuovi centri commerciali e del Fare in particolare». «Il Pd ha denunciato anche le irregolarità e la sanatoria mascherata sulle opere di viale Lombardia (collegate al centro commerciale) e infine ha perorato causa di apertura parcheggio pendolari, in consiglio e nelle strade. Morale: non basta fare proclami, la credibilità di una proposta è data dai riferimenti di quanto fatto».
E alla fine Pignataro, che è noto come gran tifoso milanista, la butta (ironicamente) sul paragone calcistico: «Dopo Kakà al Real e Leonardo all’Inter, registro che la politica sta imparando dalle più bieche abitudini del calcio moderno»
articolo originariamente aparso su VareseNews –>LINK<–
Campagna senza esclusione di colpi a Gallarate: su Facebook compare la foto della 500 pubblicitaria per Massimo Bossi. In divieto di sosta nel rione di Sciarè: “è questo il rispetto delle regole”
Campagna elettorale senza esclusione di colpi a Gallarate: su Facebook, attraverso le pagine della lista civica e dei militanti del centrosinistra, sta circolando la foto di una delle 500 che portano la pubblicità elettorale di Massimo Bossi. Niente di strano? Sì, perché l’auto è statafotografata in divieto di sosta, per di più proprio in quelle strade di Sciarè dove il parcheggio è difficilissimo e le multe staccate dai vigili numerose. L’episodio è piccolo, ma il centrosinistra ha avuto gioco facile a ironizzare sulla coerenza con lo slogan “Tutti devono rispettare le regole” che campeggia sui manifesti di Bossi.
ECCO LA LISTA DEI CANDIDATI AL CONSIGLIO COMUNALE DI GALLARATE PER IL PARTITO DEMOCRATICO . In grassetto, i candidati Giovani Democratici!
Giovanni Pignataro (capolista)
Care amiche, cari amici,
Abbiamo il piacere di invitarvi il 10 febbraio 2011, presso la Sala ACLI in Via Agnelli 33 a Gallarate alla serata
“GD Gallarate presentano GD Green Days
GREEN ECONOMY, ECOSOSTENIBILITÀ & GIOVANI:
IL FUTURO NEL PRESENTE”
organizzata dal gruppo dei Giovani Democratici del Gallaratese!
Interverranno:
- PAOLO RICOTTI, docente presso la Facoltà di Economia dell’Università di Milano-Bicocca, Presidente del PLEF (Planet Life Economy Foundation);
- MARCELLO SAPONARO, imprenditore, ex consigliere regionale PD Lombardia;
- FEDERICO ANTOGNAZZA, ingegnere ambientale, attivista di 350.org .
Sarà un’occasione per affrontare il tema della Green Economy sotto il profilo economico, politico ed amministrativo e per verificare quali influenze essa avrà sul futuro del nostro Paese, soprattutto su noi Giovani.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI!
Quando si è innamorati si farebbe qualunque cosa per difendere la persona oggetto del tuo innamoramento, mettendosi in gioco in prima persona per difenderla e per farla continuare a vivere felice, con o senza di te.
Quando si è innamorati, si è disposti ad affrontare lunghi (o brevi) viaggi, per starle vicino, per farla felice.
Quando si è innamorati, si rimane spesso muti a guardare, soffrendo in silenzio per il comportamento della persona oggetto del tuo innamoramento, ma prima o poi, viene il momento di AGIRE!
Ora, come già dicevo l’anno scorso, bisogna innamorarsi per volere il bene della tua città, del tuo territorio, e io credo che sia venuto il tempo di AGIRE! Di fare qualcosa per smuovere questa situazione di “stasi” che, nonostante il movimento di diversi cittadini ed associazioni, non smuove le posizioni e non frena il percorso di chi vuole attuare scelte già prese diversi anni fa.
Qualcuno ci racconta che la crescita, anche economica, del nostro territorio, passa unicamente attraverso l’ampliamento dell’Aeroporto, visto come unica possibilità di “progresso” per le nostre città.
Allora io credo che bisogna fare qualcosa per raccontare un’altra verità, o meglio farla conoscere!
E quindi bisogna mettersi in viaggio, breve, per il momento.
Potremmo meglio dire che dobbiamo metterci in cammino e mettere in gioco noi stessi.
Ed il cammino comincia per me così:
martedì 8 febbraio, quando ENAC e SEA presenteranno ufficialmente il progetto previsto nel “Contratto di Programma” con una conferenza stampa a Malpensa, io farò uno sciopero della fame per tutto il giorno, e andrò a piedi fino all’Aeroporto, rimanendoci tutta la giornata, nella speranza di trovarci qualche amico.
Un sacrificio molto piccolo, in fondo, che può essere solo il primo passo per fermare questa macchina infernale che si è messa in moto quattro anni fa e che nessuno sembra volere o potere fermare.
Io non posso dire di avere la verità in tasca, propongo semplicemente una tesi diversa da quella che ci viene presentata dai gestori della SEA e dai suoi sostenitori: chiedo però pari dignità di discussione delle diverse tesi e la possibilità che le tesi “non ortodosse”, rispetto ai progetti SEA, vengano pubblicamente discusse. Di più: chiedo che vengano discusse pubblicamente anche le tesi, e quindi i progetti, della SEA, perché fino ad oggi ci sono solo vaghe idee di un “luminoso progresso”.
La nostra area è una bellissima ragazza, che alcuni esperti di “immagine” vogliono “migliorare” attraverso iniezioni di silicone per gonfiarne alcune parti: noi la preferiamo “NATURALE”!
http://www.malpensa24.tv/comuni.php?com=SOMMA LOMBARDO&id=71
http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=194720
CIRCOLO DI BESNATE
ECOMAFIA E ANDRANGHETA AL NORD
Territorializzare per denunciare il problema
“Per combattere un nemico la prima cosa da fare è ammetterne l’esistenza e poi denunciare. L’appello che faccio è quello di mettere insieme tutte le forze pulite di questa terra. Bisogna avere però poi il coraggio di allontanare chi non è degno del ruolo che ricopre.” (Nando dalla Chiesa)
“Bisogna che la lotta alla mafia sia posta tra le priorità nel programma di qualsiasi partito e che le leggi per contrastarla ricevano voto unanime.” (Pietro Grasso – Procuratore Nazionale Antimafia)
Serata in ascolto di testimoni, non lontani da noi, che vivono in contesti dove il fenomeno mafioso è presente e hanno avuto il coraggio di denunciarlo mobilitando il proprio territorio e promuovendo percorsi alternativi per la legalità.
L’incontro è programmato per:
GIOVEDI’ 10 FEBBRAIO 2011
alle ore 21 nella sala Civica di Via Milius
Interverranno:
- Antonella Buonopane di Libera Varese
- Giacomo Buonanno di Lonate Pozzolo – consigliere comunale
- Lucrezia Ricchiuti di Desio – consigliera comunale
- Maurizio Carbonera ex Sindaco di Buccinasco (MI) – consigliere comunale
Moderatore: Daniela Osculati (segretaria PD Besnate)
Il segretario di Circolo e il direttivo


